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Combattimento ed arti marziali |
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AIKIDO
L'aikido deriva dall'unione di tecniche di judo, karate e kendo. Il
fondatore di quest'arte marziale fu Morihei Ueshiba, seguendo il
principio secondo il quale il Ki (ovvero l'energia interiore) supera la
forza fisica. Unendo lo spirito del cielo e della terra nel cuore, il
destino della propria vita si può riempire di amore incondizionato per
tutto. Grazie a questa forza interiore, il guerriero di aikido conferma
nello spirito la propria superiorità sull'avversario. La tecnica Aikido
è mirata ad unire in perfetta armonia le forze dello spirito e del
corpo.
JUDO
Jigoro Kano, all'inizio del 1900, modernizzò il ju-jitsu trasformandolo
in una nuova arte marziale chiamata Judo. Il principio è quello di
sfruttare la forza dell'avversario a proprio vantaggio, atterrando
l'avversario ed al contempo rimanendo in perfetto equilibrio.
JU-JITSU
Le origini del Ju-jitsu si perdono nei luoghi e nei tempi: vengono
attribuite all'India, alla Cina, ecc... Quest'arte marziale, comunque,
era anticamente praticata in Giappone anche come allenamento militare.
E' un'arte marziale di combattimento corpo a corpo (principalmente di
difesa), praticata senza l'ausilio di armi.
KARATE
Letteralmente "mano vuota". Quest'arte marziale non è prettamente
giapponese, ma è stata importata dalla Cina e si è poi diffusa in
seguito su tutto il territorio giapponese.
KENDO
La traduzione di Kendo è "via della spada". Inizialmente era praticato
con la katana (spada, appunto), che al giorno d'oggi è stata sostituita
dallo shinai: un bastone di bambù lungo più di un metro. I praticanti
di Kendo, inoltre, indossano una maschera, una protezione per la cassa
toracica, una gonna a pieghe e delle manopole. L'obiettivo è quello di
colpire l'avversario alla testa, al torace, al polso oppure di
toccargli la gola con la punta dello shinai.
SUMO
Il sumo è un tipo di combattimento tipico del Giappone e ha origini
antichissime. Inizialmente era praticato come rito religioso dove gli
dèi venivano invocati affinché concedessero abbondanti raccolti. Le
tracce di questa religiosità si possono ritrovare nella copertura del
ring, simile a quella di un santuario, e nell'usanza di gettare sale a
terra per purificare il ring.
Nell'ottavo secolo il sumo fu introdotto nelle cerimonie della Corte
Imperiale. Oggi è lo sport simbolo del Giappone ed è praticato anche da
atleti occidentali. Il ring è formato da un cerchio entro il quale
combattono atleti di dimensioni imponenti, che indossano un perizoma di
seta. L'arbitro ha invece un ventaglio che simbolizza la sua autorità
ed un pugnale che ricorda la vecchia tradizione per cui se si fosse
sbagliato nel giudicare un atleta si sarebbe suicidato.
Prima del combattimento gli atleti, che seguono una particolare dieta
per raggiungere il loro peso, battono con forza i piedi sul ring. In
seguito, dovranno cercare di far toccare il terreno all'avversario con
una parte del corpo diversa dalla pianta dei piedi, oppure buttarlo
fuori dal ring. Dopo numerose vittorie, i lottatori di sumo possono
arrivare al grado di Yokozuna, ovvero "grande maestro". Gli atleti di
sumo conducono una vita molto riservata e sono trattati con grande
rispetto dalla popolazione giapponese.
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