Inquinamento

Il Giappone è un Paese industrializzato con una densità di popolazione piuttosto elevata, che si traduce in grossi quantitativi di emissioni di gas dannosi nell'atmosfera, soprattutto negli affollatissimi centri urbani (Tokyo ed Osaka), dove anche l'inquinamento acustico è piuttosto elevato.
Il Giappone soffre inoltre di una grave carenza di siti da adibire a discariche.
Per soddisfare il fabbisogno energetico, sono attualmente in funzione 55 reattori nucleari, che forniscono circa il 23% dell'energia totale del Paese.
Il Giappone possiede grandi scorte di plutonio e le centrali nucleari sono relativamente a rischio, trovandosi su terreni ad alto rischio sismico.
Per quanto riguarda la protezione dell'ambiente e delle foreste, il Giappone è costantemente attivo e continua a migliorare la protezione di parchi ed aree naturalistiche.
(fonte: encarta)
Karojisatsu: suicidio dovuto all'eccesso di lavoro.
Il Karojisatsu (o Karoshi) è un problema attuale e sempre crescente nell'odierno Giappone. Si tratta di suicidio dovuto ai problemi derivanti dall'eccesso di lavoro e la parola stessa che lo descrive (Karoshi) è entrata anche a far parte del dizionario inglese.

Il primo caso di denuncia riguardo questo problema è stato quello presentato dalla madre di Yuji Uendan, un ragazzo di 23 anni suicidatosi nel 1999 a causa di una forte depressione nata, appunto, per il troppo lavoro.
Le sue ultime parole, scritte su un foglio, sono state :"tutto il tempo che ho passato è stato sprecato".
A turni alternati di giorno e di notte, il ragazzo aveva prestato lavoro 11 ore al giorno (nell'ultimo periodo anche 15), oltre a straordinari e viaggi, per 16 mesi consecutivi presso un'importante e famosa azienda tramite una ditta appaltatrice.
Nel marzo del 2005 le due aziende sono state ritenute responsabili della morte del ragazzo dal Tribunale di Tokyo (anche se le aziende sono poi ricorse in appello), rappresentando un'importante vittoria per tutti i lavoratori temporanei giapponesi, che spesso vengono sottoposti ad orari e turni di lavoro eccessivamente pesanti.
In Giappone, i casi di Karojisatsu nel 1998 hanno superato quota 30.000 e nel 2006 i casi sono stati 32.155, e la percentuale di dipendenti che superano le 50 ore settimanali di lavoro è del 28,1% rispetto alla media europea del 4,2%.
E' inoltre scesa di molto la percentuale di ferie retribuite.
(fonte: Misako Hida/La Repubblica)
Caccia alle balene.

La caccia alle balene è un problema molto sentito in tutto il mondo, ed ultimamente è sentito anche in Giappone ma, purtroppo, non nelle sfere politiche.
La Commissione Baleniera Internazionale ha vietato la caccia commerciale alle balene già dal 1986, ma il Giappone nasconde le proprie attività nell'antartico a danno di questi cetacei giustificandola come "ricerca scientifica", senza però mai pubblicare risultati di nessun genere.
Secondo un sondaggio effettuato di recente (gennaio 2008) dal Nippon Research Center su un campione di 1.501 persone tra i 16 ed i 60 anni è emerso che:
- il 25% dei giapponesi si oppone alla caccia alle balene;
- il 31% dei giapponesi sostiene la caccia alle balene (di questi, il 40% non approva la caccia alle balene in acque internazionali);
- il 44% non ha una propria opinione (di questi, l'80% non approva la caccia alle balene in acque internazionali).
Il dato più significativo è che l'87% della popolazione giapponese non sa che con parte delle imposte versate allo Stato viene finanziata la caccia alle balene (circa 5 milioni di dollari l'anno).
In generale, la maggior parte della popolazione giapponese (71%) non approva la caccia alle balene in Antartico, ma il Governo pare non interessarsi dell'opinione pubblica per proteggere i propri interessi commerciali.
(fonte: Greenpeace)