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Storia delle case in Giappone Stampa E-mail
jph_01.jpgSTORIA
Nel Giappone antico esistevano, in particolare, due tipi di case.
Le prime, rette da colonne piantate all'interno di un largo scavo nel terreno, esteso per tutta la superficie della casa, ed infine circondate da erba.
Le seconde erano costruite con il pavimento rialzato dal terreno, sorrette da pali, utilizzate per immagazzinare cereali ed altri cibi, in modo che non venissero danneggiati dall'umidità o dal caldo.jph02.jpg

Intorno all'undicesimo secolo, quando la cultura del giappone si unificava ed era in piena fioritura, i membri dell'aristocrazia iniziarono a costruire delle case in un particolare stile, chiamate shindenzukuri: questo tipo di casa si erigeva al centro di un grande giardino, era simmetrica e le sue stanze erano collegate da lunghi corridoi. Permetteva ai suoi residenti di godere della bellezza della natura e degli eventi stagionali.

jph_03.jpgQuando il potere politico iniziò a passare dai nobili ai samurai (classe guerriera), e una nuova forma di buddismo si fece strada in Giappone, diversi aspetti dell'odierna cultura giapponese misero le loro radici, come l'ikebana, il teatro del No e la cerimonia del té.
I samurai crearono delle abitazioni in uno stile proprio, chiamate shoinzukuri.
Questa influenza può essere notata negli ornamenti delle camere da letto degli ospiti nelle case moderne.

Le case delle persone comuni, invece, ebbero uno sviluppo differente. jph_04.jpg
I coltivatori delle diverse zone del Giappone avevano case adattate alle condizioni climatiche e del territorio.
Ad esempio, le case costruite in stile gassho di Shirakawa, considerata un patrimonio mondiale, sono un esempio di abitazioni di persone comuni.
Molte case di agricoltori e contadini avevano spazio al coperto per tenere il loro bestiame ed i cavalli, mentre le abitazioni dei cittadini erano spesso attaccate l'una con l'altra e disposte lungo le strade.
Poiché gli abitanti delle aree urbane erano soggetti ad una tassa calcolata in base alla superficie della facciata frontale dell'abitazione, le case erano costruite per essere lunghe e strejph_07.jpgtte.
Questo stile si può ammirare ancora oggi nelle città più antiche, come ad esempio Kyoto.

Le case hanno continuato a svilupparsi nell'era Meiji (1868-1912). Alcune città avevano case costruite in stile kurazukuri, che avevano degli esterni in stile giapponese ma erano costruite, internamente, con materiali molto più resistenti al fuoco.
Lo stile che è alla base delle odierne case giapponesi è quello con un lungo corridoio al centro della casa, con stanze da ognuno dei due lati, ed è la combinazione di influenze di altre culture (culture occidentali) con lo stile che era quello preferito dai samurai.

STRUTTURA
La struttura delle case tradizionali giapponesi è costruita erigendo delle colonne di legno da una fondazione di terra pressata o pietre.
Per limitare gli effetti dell'umidità del terreno, il pavimento è rialzato di diverse decine di centimetri ed è fatto di fasci di tavole orizzontali di legno.

I locali come la cucina o i corridoi hanno i pavimenti di legno, mentre le stanze in cui ci si siede, come la sala o la camera da letto, hanno il pavimento ricoperto con il tatami, che è fatto di erba essiccata ed intrecciata.
I giapponesi non mettono sedie nelle stanze in cui c'è il tatami, quindi solitamente o si siedono direttamente
sul tatami, oppure utilizzano dei cuscini (chiamati zabuton). jph_06.jpg
Questo è uno dei motivi per cui non si entra mai con le scarpe in una casa giapponese.

La struttura della casa è generalmente fatta di legno ed il peso è supportato da colonne verticali, oltre a travi orizzontali e bracci diagonali. Questi ultimi hanno trovato applicazione nel settore edilizio quando la cultura occidentale ha cominciato ad influenzare quella locale.
Una caratteristica delle case giapponesi è che queste hanno un grande tetto e profondi cornicioni per proteggere la casa dal sole molto violento in estate. Inoltre la struttura della casa riesce a supportare anche il gran peso del tetto così largo.

Anticamente, i muri delle case erano fatti con bamboo essiccato e stuccato con il terreno da entrambe le parti.
Oggi, naturalmente, vengono utilizzati diversi tipi di materiali, compreso il compensato.
jph_08.jpgIn passato, inoltre, le colonne sporgevano affacciandosi in parte esternamente alla casa. Nell'era Meiji (1868-1912), poi, queste colonne vennero progressivamente spostate all'interno delle mura esterne per ridurre i rischi di incendio.
Molti tetti erano coperti da assi o paglia, ma oggigiorno molti tetti sono coperti con tegole chiamate kawara.
I tetti hanno coperture diverse a seconda della zona in cui si trova la casa, essendo il Giappone un paese con un clima molto vario. Tutti, però, hanno in comune un'inclinazione tale da far defluire facilmente l'acqua piovana.

Le case giapponesi si sono sviluppate negli anni unendo le forme tradizionali con la moderna tecnologia, migliorando la loro resistenza al fuoco e la loro efficienza.
Ad ogni modo, ultimamente i giapponesi guardano alle costruzioni tradizionali per lo sviluppo di nuove soluzioni, poiché le vecchie abitazioni rispettano meglio l'ambiente e durano nel tempo.

INTERNI
Una caratteristica comune di molte case giapponesi è quella di avere le porte scorrevoli. jph_09.jpg
Anticamente, infatti, i giapponesi utilizzavano delle strutture mobili per dividere le stanze molto ampie.
Questi divisori vennero poi integrati nei muri, ma non era una soluzione molto pratica, così vennero fatte delle scanalature per permettere a questi divisori di scorrere.

Questo stile viene utilizzato anche nelle case moderne.
La parola shoji era inizialmente il termine generico per indicare i divisori tra una stanza e l'altra, ma oggi si riferisce principalmente alle porte scorrevoli fatte di quadrati di carta incollati su una struttura di legno, permettendo alla luce di entrare in modo tenue.

jph_10.jpgAl giorno d'oggi il tatami viene utilizzato per coprire interamente la superficie del pavimento di una stanza, ma anticamente, poiché rappresentavano un lusso, i tappeti tatami venivano utilizzati solo nelle aree in cui le persone effettivamente si sedevano.

Il cuscino zabuton, infatti, deriva dalla pratica di sedersi sul tatami unita al cuscino circolare (enza), che veniva utilizzato nei templi buddisti. Lo zabuton inizialmente veniva fatto con stoffe bellissime e pregiate, ma prese la sua forma attuale nella seconda metà del periodo Edo, quando fu introdotto il cotone.

In passato, ogni persona mangiava da un vassoietto quadrato separato. La pratica di radunarsi per i pasti attorno ad un tavolo iniziò soltanto alla fine del periodo Meiji, quando i cibi cinesi ed occidentali divennero più comuni sulle tavole.
Proprio perché nelle stanze in cui è presente il tatami non si utilizzano le sedie, i tavoli hanno delle gambe molto più corte.

Poiché il soggiorno, dove la famiglia si riuniva per mangiare, divenne pian piano il fulcro della casa, iniziò
ad ospitare un mobile che contenesse piatti e scodelle. Questa credenza, chiamata chadansu, era originariamente utilizzata per contenere gli strumenti necessari per la cerimonia del té.jph_05.jpg

In inverno i giapponesi utilizzano un tavolo riscaldato, chiamato kotatsu, posto nel soggiorno.
A questo tavolo viene applicata una coperta sulla superficie e sui lati per contenere il calore oltre a coprire e riscaldare le gambe. Su questo futon, poi, viene applicata una tavola di legno per poterlo utilizzare proprio come un tavolo.
Pare che il kotatsu si sia sviluppato nei templi buddisti zen.
Originariamente veniva riscaldato grazie al carbone, mentre gli odierni kotatsu sono elettrici.

jph_11.jpgVerso la fine del medioevo, nelle case dei samurai apparve la tokonoma, una specie di piccola area all'interno della camera degli ospiti. Qui veniva posta una fascia verticale con delle calligrafie o delle rappresentazioni artistiche, contornata da decorazioni di ikebana, per mettere a proprio agio ed accogliere meglio gli ospiti.

In Giappone il buddismo è molto praticato. Nelle case giapponesi, comunque, le divinità locali hanno continuato ad essere adorate affianco al Budda. Gli altari buddisti, i butsudan, hanno la forma di un armadietto con delle piccole ante che si aprono sulla parte frontale.
L'altare per le divinità giapponesi, chiamato kamidana, ha invece la forma di un piccolo tempio ed è posto su una mensola in prossimità del soffitto, e contiene il fuda, ovvero una tavoletta di legno od un foglio di carta con delle scritture.

ABITARE IN GIAPPONE OGGIjph_13.jpg
A causa della mancanza di spazi edificabili nelle città e del sovraffollamento, le case sono sempre più piccole e costose.
Le costruzioni sono spesso in stile occidentale, in cemento, ma non raggiungono mai altezze eccessive a causa delle caratteristiche sismiche del territorio. Inoltre, agli ingressi delle case, le porte scorrevoli sono state sostituite dai più occidentali portoni di ingresso in materiale massiccio e resistente.

Le cucine sono sempre più studiate all'occidentale, anche se elementi come il komebitsu (mobiletto per conservare il riso) faticano a scomparire. In cucina, inoltre, non manca mai il bollitore per il riso.

jph_14.jpgI bagni delle case giapponesi sono divisi: la stanza del gabinetto è separata dalla stanza con la vasca da bagno. E' difficile trovare case in cui questi due elementi siano posizionati nello stesso ambiente. I gabinetti moderni giapponesi sono famosi per il loro alto livello tecnologico, come la radio integrata, o il getto di acqua di cui si possono scegliere intensità e temperatura.

In Giappone la corrente è di 100 Volts, con una frequenza che varia dai 50 ai 60 Hertz. Le prese elettriche sono perlopiù bipolari, anche se le più moderne hanno uno dei due spinotti più grande dell'altro, quindi sono fornite di terra.
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